2nd
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beeeeeeeeeeeeeeeeep
La poesia Vogon è così orrenda che perfino i Sarkopsi di Burphon XII, la cui religione vieta strettamente di uccidere, considerano il suicidio un'ottima alternativa alla lettura.
Oggi mi sono guardato un po’ in giro e mi è venuta da fare una breve lunga riflessione.
Ultimamente mi piace scrivere siti sotto forma di “blog”: il blog può essere semplicemente una forma editoriale/espressiva che ha numerosi vantaggi per chi butta qualcosa di nuovo sul web più o meno ogni giorno (immediatezza nella pubblicazione, facilità di costruire reti, di visualizzare le reazioni in tempo reale, di ricevere commenti, insomma il famoso web2.0), ed è il caso di tanti siti inclusi i miei, oppure può essere una religione, con la sua dottrina e i suoi dogmi.
Mi perdoneranno gli esperti di comunicazione, ma io che non lo sono la vedo semplicemente così: in sostanza c’è chi si diverte a scrivere le cose per tutti, e chi invece si rivolge sostanzialmente ad altri blogger.
Il grande vantaggio di appartenere alla prima categoria, è quello di non sentirsi un blogger in senso stretto, il che garantisce l’indubbio privilegio di non sentirsi parte in causa nelle polemiche che vengono fuori ogni due settimane, le invidie, le meschinerie, le discussioni di lana caprina, le classifiche, l’autoreferenzialità e tutto il resto del piccolo mondo nel quale altri si trovano invece ad essere immersi fino al collo.
Il che, lasciatemelo dire è grandioso. Quello dei blog è infatti, tutto sommato, un mondo veramente piccolo e autoreferenziale, la somma dei lettori unici che visitano i primi 50 blog di una delle tante famose classifiche - realizzate esclusivamente ad uso e consumo degli stessi blogger che ho individuato nella “categoria B” - è al di sotto di quelli che un solo sito di media grandezza, dei più vari argomenti (sport, tecnologia, anche piante o animali domestici) fa tranquillamente da solo ogni giorno. La vera autorità di certi venerati personaggi è niente più che zero, nonostante in passato qualche CEO fesso si sia fatto convincere a buttare qualche centesimo su supposti opinion leader (per fortuna dei ceo fessi le cose stanno cambiando).
Nel piccolo gioco da tavolo dei “blogger” i link in ingresso da altri blog sono nientemeno che un parametro che ne rappresenta l‘“autorità” e le classifiche che ordinano i blog rispetto a questi parametri la Bibbia; il numero di commenti ricevuti un indice di popolarità.
Non scopro niente di nuovo quando dico che si tratta ovviamente di categorie tutte costruite ad uso e consumo di questo piccolo mondo, visto che sostanzialmente quello che fa il successo di un blog secondo le varie classifiche sono gli altri blogger.
Come in un piccolo paesino di provincia, o se preferite a una convention di venditori di aspirapolveri, ovviamente l’autoreferenzialità la fa da padrone e non potrebbe essere diversamente visti quali sono i driver del “successo”, così appena qualcuno con una semplice mossa - un contest per guadagnare link - dimostra che tutti i “pilastri della fede” (le classifiche e i rating) non misurano un bel niente e sono fallati nella logica, si sente mancare la terra sotto i piedi e inizia a ribollire di rabbia (quando magari solo 2 anni prima ha utilizzato gli stessi mezzucci anche se in maniera meno plateale, della serie “non farò mai un contest ma fino a 6 mesi fa facevo i template coi link, poi mi sono pentito”).
Assieme a loro ribolliscono di rabbia pure quelli che - al di là delle classifiche - hanno ancora fiducia nello strumento, poverini, e vorrebbero un mondo più bello e pulito, gli idealisti della situazione insomma.
Ringraziando il cielo c’è anche chi se ne sciacqua le palle e riesce sempre a far ridere inventandosi dialoghi con il proprio pisello.
Fatto sta che l’ultima polemicona è appunto quella sui “contest”: in pratica se i link sono il parametro principale per valutare quanto sono di “successo”, io inizio a fare dei concorsi a premi regalando ricchi premi e cotillon in cambio di link e sono capace di dimostrare in pochi giorni quanto poco senso abbia qualunque classifica scalandone centinaia di posizioni senza fornire alcun valore aggiunto.
La verità è che dal suo punto di vista nessuno ha torto, chi fa il contest sarà ben libero di voler creare un evento per coinvolgere i visitatori del suo blog, a chi mai dovrebbe rendere conto ?, così com’è ragionevole la reazione di chi si irrita perchè così facendo si alterano le classifiche che lui non riesce a smettere di guardare 2 volte al giorno.
Per fortuna in tutto questo ridicolo bailamme, c’è anche qualcuno che riesce a esprimere ancora opinioni equilibrate.